Gong deve il suo nome ai grandi, imponenti gong in onice decorativi che troneggiano nella sala, scenografici e discreti allo stesso tempo, dividendo gli spazi. L'architetto Nisi Magnoni, insieme all'architetto Davide Galletta, ha voluto uno spazio nudo, spogliato di qualsiasi orpello come prevede la tradizione asiatica, arricchito soltanto dai dettagli in oro zecchino e in ottone che ricorrono sui tavoli, nelle lampade, sulle porte. Lo spazio aperto e i soffitti altissimi invitano alla convivialità e danno all’intero locale un respiro ampio, dalla connotazione moderna; i grandi gong, illuminati di sera come opere d’arte, ammiccano ai passanti attraverso le grandi vetrine a tutta altezza; la cucina di ultima generazione è a vista, per raccontare una storia di cura e precisione attraverso i gesti esperti dello chef e del suo team.


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